Il sognatore, il realista, il critico (esercizio)
Quando siamo in uno stato di tensione muscolare e quando siamo rilassati;
in che modo si comporta la nostra mente? Quando temiamo qualcosa,
quando percepiamo un’ingiustizia, quando ci diciamo felici, o quando pensiamo ad un paradiso tropicale; come ci sentiamo fisicamente? E’ difficile essere infuriati senza esserlo fisicamente, è difficile essere
intimoriti se non lo siamo anche fisicamente, è difficile dirsi innamorati se non lo siamo fisicamente, così com’è difficile percepirsi sicuri se non lo siamo anche fisicamente: il pensiero e le sue possibilità si modificano e variano al variare del nostro stato e grado di attivazione corporeo, forse più di quanto il fisico si modifica al variare del contenuto mentale. Tutto questo,
come accennato, viene costantemente scoperto ed attuato dagli attori: un attore parte da un modellamento fisico per costruire il proprio personaggio, sarà il corpo a suggerire le idee, i modi e le parole alla maschera che
vogliamo interpretare. Tutto ciò accadrà ed accadrà senza alcuno sforzo,
senza alcun lavoro di progettazione senza alcun copione o suggeritore ma ascoltando il corpo senza giudizi, ascoltando senza pensiero, ascoltando: il battito cardiaco, il respiro, la postura, la tensione o la distensione agli arti, la
nostra espressione facciale, ecc.

In ambito della scuola psicologica PNL, oltre alle cinque diverse tipologie strutturali sulle quali ci siamo già soffermati, sono state individuate tre
posture corrispondenti a tre diverse fasi del processo creativo. Da esse possiamo trarre spunto sia per iniziare il percorso di ascolto alla comunicazione corpo – mente che per scoprire e tradurre i nostri desideri, bisogni o aspirazioni in realtà possibili. Ognuno dovrà scoprire e sperimentare con i propri sforzi come tutto ciò si struttura ed accade in noi
poiché nessuno può farlo meglio di noi, nessuno può farlo al posto nostro.

Il sognatore
La prima tipologia che prenderemo in considerazione è quella del “sognatore”. E’ utile, in un primo momento nel processo creativo, attraversare una fase in cui sospendiamo i giudizi sul grado di realizzabilità
dei nostri progetti e ci impegniamo ad ampliarli immaginandoli senza limiti.
In questa fase è importante soffermarci sul “cosa”; cosa vogliamo, cosa desideriamo per noi e per le persone per noi significative o importanti nel lungo termine? Tale dinamica è sorretta ed amplificata da una postura rilassata, la testa e gli occhi rivolti verso l’alto; una postura di questo tipo amplifica le possibilità di attenzione e di scoperta sul nostro mondo interiore. Proviamo quindi a metterci seduti e ad assumere questa posizione.
Come reagisce la mente a tale postura? Si amplificano o diminuiscono le
nostre capacità creative? Proviamo a cambiare postura, dirigendo ad esempio gli occhi e la testa verso il basso, o proviamo a portare tensione
muscolare negli arti; cosa cambia nella dinamica della nostra mente? La mente ne risulta avvantaggiata o sfavorita nella sua ricerca creativa?

Il realista
Tale tipologia risulta utile nel far si che i nostri sogni si traducano in realtà; in questa fase quindi occorre porre attenzione al “come” realizzare, ci si concentra sulle possibili strategie da attuare sia sul breve che sul lungo termine e si agisce come se il sogno che ci siamo prefissati fosse
raggiungibile e possibile. Per entrare in modo completo nella dinamica realista proviamo a sederci con la testa e gli occhi dritti o leggermente protesi in avanti, approcciamoci al nostro sogno come se fosse realizzabile e
concentriamoci sulle azioni a breve termine. Tale postura faciliterà l’attenzione a potenzialità ambientali esterne ed elementi interni importanti
per la nostra particolare realizzazione. Cambiamo poi qualcosa nella nostra postura e cerchiamo di osservare come il nostro pensiero e le sue possibilità di essere realista variano al variare dei diversi cambiamenti. Quale postura
meglio si addice ad un pensare realistico, pragmatico ed operativo?

Il critico
Lo scopo di quest’atteggiamento, nella dinamica del processo creativo, è di valutare il piano o il progetto proposto e/o individuato, di cercarne gli
eventuali problemi ed i collegamenti mancanti. In questa fase occorre dirigersi mentalmente verso la visione altrui, di coloro che potrebbero in qualche modo influenzare il piano o esserne coinvolti. Ponendoci in una prospettiva positiva, chiediamoci quindi: ”Che cosa accadrebbe se i
problemi si presentassero? Qual’è l’intenzione positiva che sta dietro alla critica? In che modo la critica può essere trasformata in domanda, in particolare, in una domanda introdotta dal “come”?”. In questo caso il nostro riferimento, la nostra attenzione, sarà spostata sull’ambiente esterno e sulla seconda e terza persona di osservazione: sugli altri. Per dare la possibilità alla mente di interpretare al meglio tale tipologia occorre assumere una postura ad angolo, nella quale gli occhi e la testa sono rivolti
verso il basso, leggermente girati, il mento appoggiato sulla mano.
Proviamo quindi a cambiare qualcosa nella nostra postura ed osserviamo come reagisce la nostra mente.
L’esercizio servirà da spunto ma questo tipo di ascolto e di osservazione può essere applicato sempre, in tutte le posture che assumiamo: ascoltiamo come la mente e le nostre possibilità psico – fisiche variano e reagiscono alle nostre diverse posture ed ai diversi stati attivazionali, portiamo quindi attenzione e cerchiamo di modificare il nostro corpo al fine di renderci più affini a ciò che vogliamo dedicarci; prendiamo possesso della comunicazione mente – corpo.
