
Altruismo, unione, sicurezza
L’altruismo è uno stato bio – psico – sociale complesso che consente di mettersi nei panni degli altri e di essergli di aiuto senza aspettarsi alcuna ricompensa; nasce dal bisogno di amore, di relazione, di dare il nostro contributo, un contributo che permanga oltre i tempi.
La prosocialità è un sintomo della grande importanza che abbiamo gli uni per gli altri, è un sintomo di quanto possiamo essere e sentirci in unione con ciò che ci circonda, tanto in unione da “dare” senza aspettarsi nulla in cambio; talvolta, arrivando persino a dare la nostra stessa vita. L’altruismo, quando unito alla compassione ed alla profonda immedesimazione in sé e nell’altro senza giudizi, in quella che la psicologia costruttivista chiama “epochè”, diventa ricchezza per noi, per la specie, per la natura. Gli uomini hanno dentro di loro il “Noi”, lo scoprirlo ed il viverlo ci porta al di là di ogni paura.
Possiamo sperimentarlo inaspettatamente, totalmente, istintivamente:”Come ci sentiamo nel momento in cui ci presentiamo ad una festa in cui conosciamo poco le persone e l’ambiente che andremo a trovare? Come ci sentiamo se alla stessa festa ci presentiamo con un
dono?” Immediatamente, maggiormente a nostro agio! possiamo far sì che tutto questo diventi un consapevole modus operandi; la donazione e l’altruismo possono diventare il nostro obiettivo da perseguire quotidianamente, in modo costante; diventeranno la fonte della nostra sicurezza, il segreto del nostro coraggio.

E’ anche vero che quando riusciamo a donarci così, il mondo tende di riflesso a ricompensarci, a darci forza e soddisfazioni; quanta soddisfazione nasce quando sentiamo che qualcuno apprezza l’amore e gli sforzi che riusciamo a donargli; l’altruismo è gratitudine e viene percepito con gratitudine. Quanta gioia proviamo quando la persona che crediamo di amare ci dice: ”Si, apprezzo ed accetto il tuo amore, il dono che mi fai sei tu!”. Quanta gioia proviamo invece quando qualcuno che non amiamo prova amore o meglio dice di provare amore per noi tanto da volersi donare a noi? Molta meno, anzi spesso viviamo tutto questo come pressione e costrizione, come una responsabilità che non vogliamo: l’accettazione ed il riconoscimento del nostro amore sono più importanti per noi dell’essere amati.
L’altruismo esiste
Molti studiosi di scienze sociali e/o psicologiche, affermano che l’altruismo non esiste, che nessun atto è veramente altruistico. Tali affermazioni sono rette da una filosofia e da una visione individualista ed egocentrica della stessa “realtà”, la quale porta a separare ed a porre attenzione ai confini, a scindere tra sé e l’altro, sia esso “natura”, sia inteso come essere, persona; sappiamo che l’altro è tutto ciò con cui noi entriamo in relazione. Vivendo scopriamo che la realtà è molto più complessa e meno noiosa di quanto molti scienziati ci spingono ostinatamente a credere; le esperienze ci fanno capire che siamo uniti gli uni agli altri molto più di quanto siamo portati a pensare. Lo sperimentiamo quotidianamente, costantemente; spesso, però, non sappiamo come attingere a tale sintonia, a tutta questa risonanza, a tale unione.
La donazione e l’altruismo sono doti da coltivare, virtù che ci donano un senso altro, ulteriore; esse ci portano a trascendere il nostro egocentrismo, le nostre separazioni, i nostri confini, orientandoci in una visione più ampia e ricca. Chi coltiva lo stato emotivo ed il sentimento della donazione non avrà mai paura, poiché chi si dona non può avere paura!
Sappiamo donarci quando sentiamo che abbiamo qualcosa da donare, indirettamente, quindi, quando doniamo, la prima cosa che facciamo è amare noi stessi, nel senso che ci amiamo così tanto da riconoscerci la possibilità di poter essere utili a qualcosa o qualcuno e, quando la prima cosa che ci diciamo dopo aver provato compassione è: “Io posso! Io posso aiutarlo, io posso essere utile!”; allora la forza psico – fisica che proviamo è passione, vitalità, senso, sicurezza: carburante per la nostra vita, altruismo! Del resto, come si è detto, ciò che non riesce a dare il proprio contributo, ciò che non contribuisce all’evoluzione ed alla crescita individuale e collettiva tende a perire; l’altruismo ci allontana dalla perdita di senso e dall’isolamento in cui spesso, anche non volendo, viviamo; una mappa sbagliata non potrà mai condurci al tesoro.

Altruismo: al di là delle separazioni
Tutti siamo portati a dare il meglio di noi stessi, tutti vogliono essere dei buoni genitori, dei buoni figli, dei buoni lavoratori, dei bravi amanti, tutti vorrebbero dare il meglio di sé per le persone che reputano importanti. Dove vuole portarci tal energia? Quando seguiamo questa energia per chi lo facciamo, chi ne trae beneficio direttamente o indirettamente? Lo facciamo per noi o per gli altri, per egoismo o per altruismo? Non c’è differenza; tale domanda presuppone di per sé una separazione tra noi e gli altri, il quesito è senza alcun dubbio depotenziante, elaborato da chi non si è concesso/a, o non ha trovato la possibilità di sentirsi in profonda unione e risonanza con se stesso/a, gli altri e con ciò che ci circonda.
L’esperienza delle virtù altruistiche non è mentale, nemmeno solamente fisica; è un epochè, una sospensione di giudizio che lascia spazio all’ascolto di sé, dell’altro e del mondo che possiamo o non possiamo concederci, è un atto di forza e di volontà, non di riflessione, che ci porta a scoprire nuove parti di noi stessi. Giovanni Lindo Ferretti recita in una famosa canzone: ”Vicini per chilometri, vicini per stagioni, traversando frontiere che preparano le guerre di domani; vicini per chilometri, vicini per stagioni, c’è modo e modo di scoprire che il confine è d’aria e luce, d’aria e luce, d’aria e luce”.
Articolo tratto dal libro:
“Essere umano istruzioni per l’uso”
