
La mente è la sede fenomenologica, dei nostri eventi. Ora, nel presente, è il luogo del nostro passato, ci consente di andare nel futuro, di pianificare, di elaborare, di sentire, di attribuire significati; spesso è la prima sede delle nostre decisioni. Mediante la mente ascoltiamo suoni che non ci sono, possiamo vedere cose che non sono mai accadute e che non accadranno mai, possiamo risentire il gusto di un piatto prelibato, il profumo di un fiore, la gioia e la soddisfazione di aver segnato un gol decisivo all’ultimo secondo.
Spesso accettiamo passivamente i contenuti cognitivi che la mente costantemente ci propone e li trattiamo come realtà, dati di fatto. Tutto questo produce una rigidità metacognitiva che vincola completamente ad essi i nostri vissuti percettivo – corporei.
La nostra mente non può vedere le cose e gli avvenimenti in modo “puro”, se mai esiste un modo “puro” di guardare; può vedere ciò che gli concediamo di vedere e può sentire ciò che gli consentiamo di sentire.

Mente bisogni e valutazioni
Mediante filtri costituiti dalle nostre credenze, dalle nostre immagini, dai nostri piani, dalle nostre esperienze; la mente fa un’importantissima azione: valuta e decide su se stessa e sul mondo, sugli eventi esterni e sugli eventi interni, determinando sensazioni e condotte. Valuta e decide ogni singola cosa attribuendo significati; valuta e decide in rapporto ai propri bisogni (sovrascopi), in base ai bisogni del corpo, alle credenze ed ai propri valori, secondo il sistema TOTE, alla luce del sistema evitamento del dolore/raggiungimento del benessere. Anche i più semplici pensieri e le immagini più banali celano bisogni e valori profondi, semplici, di cui noi spesso non siamo neppure a conoscenza.
Spessissimo la mente decide: chi è e che storia ha, quali riferimenti e possibilità hanno il mondo e la realtà, quali credenze e quali valori adottare secondo la propria esperienza e quella dei modelli che la circondano. Mediante tali riferimenti soddisfa il proprio bisogno di controllo per poter ben “funzionare” orientandosi in se stessa e nel mondo. Tali valutazioni sono quindi in rapporto ai bisogni mentali, fisiologici e sociali; le nostre valutazioni sono inoltre in stretta connessione con il nostro grado di attivazione, le nostre percezioni, la loro intensità e la loro forza.

Mente razionale, il modello “T.O.T.E.”
Un utile modello che consente di approfondire le dinamiche valutative mentali, come accennato in precedenza, è il sistema TOTE (Text, Operate, Text, Exit) introdotto in psicologia cognitiva ed adottato successivamente anche in ambito della PNL. Il modello prevede quattro diverse fasi. Una prima fase valutativa (Text) nella quale la persona valuta la condizione attuale in rapporto ai propri scopi; una seconda fase operativa (Operate) che ha luogo qualora la mente colga una divergenza tra lo stato psico – fisico – ambientale attuale e quello voluto o desiderato, in questa fase sono comprese tutte le azioni che consentono o dovrebbero consentire di raggiungere lo stato desiderato; una terza fase valutativa (Text) nella quale possiamo valutare i risultati raggiunti dalle nostre azioni, in questa fase valutiamo quindi quanto sono stati efficaci i nostri piani e i nostri comportamenti nel raggiungere i risultati auspicati e la quarta fase di uscita o di terminazione (Exit). Qualora i cambiamenti auspicati siano risultati soddisfacenti possiamo scegliere di uscire e terminare il corso di azioni e decisioni incluse nel modello. L’esperienza fungerà da strada per le volte successive, nel caso in cui la vita ci riproponga situazioni che possiamo percepire come simili.

La nostra mente dunque valuta ed apprende in un continuo processo tra assimilazione di nuove conoscenze ed accomodamento delle nuove conoscenze sulle vecchie strutture. In psicologia prende il nome “assimilazione” quindi quel processo che ci permette di introdurre nuove informazioni nei nostri riferimenti (valori, credenze, atteggiamenti e comportamenti); di ’”accomodamento” quel processo mediante il quale riusciamo ad inserire le nuove informazioni nella nostra struttura mentale, adattandola in virtù di esse.

La mente qaintica al di là delle valutazioni
La mente e costretta a valutare costantemente ciò che accade? C’è un altro modo di essere un modo di funzionare che vada al di là delle valutazioni le quali portano, alla fine, ad incrementare insicurezze ed insoddizioni?
Quando osserviamo qualcosa di veramente bello, ad esempio, non c’è valutazione, lo stupore può superare i filtri delle nostre valutazioni per colpire direttamente la nostra pelle, il nostro cuore, come accade di fronte alle opere d’arte o ad un panorama o anche solo immaginando il panorama tanto da sentirci in esso effettivamente. Quando iniziamo a mettere la nostre valutazioni, le nostre classificazioni, le nostre parole e le nostre presunte conoscenze, lo stupore e la sensazione di meraviglia iniziano a scemare.
La libertà, d’altronde, è di per sé e può essere ascoltata, vissuta e non pensata; se la pensiamo, la vincoliamo alle nostre aspettative basate sulle nostre conoscenze passate limitandola di fatto; una libertà limitata non può essere chiamata tale.
Articolo tratto dal libro:
