Le euristiche o scorciatoie di pensiero, rappresentano modalità veloci ed immediate che la mente ha a disposizione per filtrare ed interpretare la realtà, gli eventi che accadono e piu’ in specifico i diversi elementi fisici e cognitivi. Le euristiche sono modalità normali, delle volte auspicabili, tuttavia diventano svantaggiose quando prendono il sopravvento su una riflessione più accurata e funzionale. Ciò accade soprattutto nei momenti di stress bio – psico – socio – spirituale, ovvero quando la nostra persona accusa fortemente le tensioni generate dal vivere. Di seguito le principali euristiche

Pensiero dicotomico: le cose sono percepite in termini di categorie mutualmente escludentesi senza gradi intermedi. Ad esempio, una
situazione o è un successo oppure è un fallimento; “O tutto o nulla”.
Ipergeneralizzazione: uno specifico evento è assunto come caratteristica generale o globale piuttosto che come appunto caratteristica particolare e specifica. Ad esempio, concludere che se qualcuno ha mostrato un comportamento negativo in un’occasione mostrerà lo stesso comportamento anche in tutte le altre occasioni
Astrazione selettiva: Un solo aspetto è il focus dell’attenzione, altri aspetti rilevanti sono ignorati. Ad esempio, focalizzare un commento negativo in un giudizio sul proprio lavoro trascurando altri commenti positivi o, avendo il terrore dei ragni, cercare in ogni angolo possibili minacce fino a vedere ragni anche in semplici
macchie nel muro.
Squalificare il lato positivo: le esperienze positive che sono in contrasto con la visione negativa sono trascurate sostenendo che non contano. Ad esempio, non credere ai commenti positivi degli
amici e colleghi dubitando che dicano ciò solo per gentilezza.
lettura del pensiero: l’attribuire stati d’animo, immagini o pensieri, ad altre persone o agli elementi con cui entriamo in relazione senza
alcuna prova evidente. Ad esempio, affermare di sapere che l’altro ci giudica male anche quando si ha la sua rassicurazione.
Riferimento al destino: l’individuo reagisce come se le proprie aspettative negative sugli eventi futuri siano fatti già stabiliti. Ad esempio, il pensare che qualcuno ci abbandonerà e agire già adesso come se ciò fosse vero: “Lo so già!”. Insieme al precedente
formano il “salto alle conclusioni” o jumping to conclusion.
Catastrofizzazione: gli eventi negativi che possono verificarsi sono trattati come intollerabili catastrofi, piuttosto che essere visti in una prospettiva più pratica e moderata. Ad esempio, il disperarsi dopo una brutta figura come se fosse una catastrofe terribile e non come una situazione semplicemente imbarazzante e spiacevole. “È’ terribile se … “
Minimizzazione: le esperienze e le situazioni positive sono trattate come reali ma insignificanti. Ad esempio, il percepire le lodi o i successi che viviamo come scontati rispetto a sfere di vita che
consideriamo importanti o ancora da raggiungere. “Niente conta veramente di quello che faccio!”.
Ragionamento emotivo: considerare le reazioni emotive come reazioni strettamente attendibili della situazione reale. Ad esempio,
concludere che siccome ci sentiamo sfiduciati, la situazione è senza speranza. “Se mi sento così allora è vero!”.
Doverizzazioni: l’uso cronico di “dovrei”, “devo”, “bisogna”, “si deve”, segnala la presenza di un atteggiamento rigido che non sempre ci appartiene e limita, di fatto, le nostre possibilità di soddisfazione e conoscenza. Ad esempio, il pensare che un amico debba stimarci, perchè bisogna stimare gli amici. “Devo …”, “si
dovrebbe …”, “gli altri devono …”.
Etichettamento: identificare qualcuno tramite una etichetta globale piuttosto che riferirsi a specifici eventi o azioni. Ad esempio, il percepirsi totalmente falliti, piuttosto che inadatti a fare una certa cosa.
Personalizzazione: assumere che noi stessi siamo la causa di un particolare evento quando, nei fatti, ne sono responsabili altri fattori. Ad esempio, considerare che una momentanea assenza di amicizie sia il riflesso di una propria colpa o della propria inadeguatezza piuttosto, che un periodo in cui gli altri sono impegnati in altre cose. “E’ colpa mia se … “.
Cancellazione: parti importanti di un evento sono cancellate, celate, nascoste, non specificate né portate all’attenzione della
mente.
Tali “errori cognitivi” non sono tipici di un disturbo psicologico ma caratteristiche e possibilità del funzionamento mentale normale. L’aspetto disfunzionale è determinato dalla copresenza di più errori, dalla frequenza
di comparsa e dalle modalità grado con cui sostituiscono il ragionamento funzionale e maggiormente potenziante della persona. In sintesi, le distorsioni cognitive sono scorciatoie che svolgono una funzione adattiva in situazioni di emergenza psico – fisica, ma se protratte nel tempo o se l’emergenza si protrae nel tempo, ci portano a vivere in modo limitante e conflittuale poiché l’unità corpo mente tenderà ad incallirsi in esse, allontanandoci, di fatto, dalle possibilità più piene che la vita ci offre.



articolo molto utile e semice, aiuta a comprendere e ad avere coscienza dei meccanismi della mente
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Grazie mille
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